Login Form
| 7 maggio: alla festa della rivoluzione - di AVGVSTO |
|
|
|
| Scritto da AVGVSTO |
|
Tanto si era parlato della manifestazione nazionale del Blocco Studentesco: anatemi, minacce, appelli a «nuove resistenze», agguati, aggressioni e quant’altro avevano purtroppo alzato il livello della tensione ed esacerbato gli animi. Erano stati infatti espressi timori per «marce su Roma», «rigurgiti di nazifascismo», azioni violente, ecc. E quasi si era riusciti a far saltare tutto.
E così, finalmente, Roma ha potuto abbracciare i suoi figli prediletti: i figli del fulmine. Giunti da tutta Italia, da Torino a Palermo, quasi a volersi proporre quale miglior sponsor per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità nazionale. Sì, perché – come è poi stato fortemente rimarcato – l’Italia è una e indivisibile: un’Italia che va dalla Val d’Aosta alla Sicilia, passando inoltre per Istria, Fiume e Dalmazia, terre troppo spesso dimenticate ma dove – lo ha rammentato giustamente Francesco Polacchi – «anche le pietre parlano italiano». E al suono di quelle parole quasi sembrava che manifestassero con noi anche le camicie rosse di Garibaldi, gli ardenti mistici della Giovine Italia e i legionari della Reggenza del Carnaro.
E a chi voleva impedirci di essere in piazza, a chi paventava «violenze squadriste» o a chi scrive che «la libertà non può essere anteposta all’antifascismo» (così Valerio Evangelisti su «Il Manifesto»!), abbiamo riservato una piacevole sorpresa: niente odio, nessuna «sfilata nostalgica», ma una vera «Festa della Rivoluzione» e un vigoroso slancio per l’assalto al futuro. Giovani volti sorridenti baciati dal sole, bandiere e fumogeni tricolori hanno riempito Piazza della Repubblica, con Rino Gaetano, Vasco Rossi, ZetaZeroAlfa e Kansas City Way ad accompagnare la manifestazione. Questo il tripudio dionisiaco della «Giovinezza al Potere», mentre «il cielo è sempre più blu»…
Risulta quindi necessario puntare sulle tre pietre angolari di partecipazione, mobilitazione e «sindacalismo studentesco», giacché le battaglie per costruire una nuova Università non appartengono a un movimento politico in particolare, bensì a tutti gli studenti.
E mentre «assistiamo al moltiplicarsi esponenziale di PR, mini politicanti, teste di legno, partiti o – peggio ancora – correnti di partiti, amici degli amici, ‘piottari’, preti mancati e chiacchieroni vari», il Blocco già da tempo ha elaborato proposte di estremo interesse. Oltre a quelle citate, vi è ad esempio il cosiddetto «Progetto Fratello sole», ossia lo sfruttamento dei finanziamenti europei destinati all’Università per installare pannelli fotovoltaici, così da rendere in pochi anni autosufficiente – dal punto di vista energetico – l’Ateneo.
E poi il «Progetto Piattaforma» che, ispirandosi al modello seminariale tedesco, pone l’accento sulla partecipazione attiva degli studenti ai corsi superiori, garantendo ai ragazzi una formazione scientifica altamente qualificata, grazie alla quale il discente cessa di essere un mero contenitore di nozioni per diventare finalmente soggetto «criticamente» pensante.
Di tutto questo si è parlato a Piazza Esedra, tra militanti, simpatizzanti, intellettuali accorsi per l’evento, giornalisti interessati e semplici curiosi. È in questa piazza che si è imposta vigorosamente, all’attenzione di tutti, la voce di un movimento che afferma e non nega, che rivendica idee e non ideologie, che è proiettato verso l’avvenire e non soffre di torcicollo. Un movimento che è pronto a dar battaglia per tutelare gli studenti, che non deve chiedere scusa a nessuno e che «se ne strafotte» di tromboni, finti rivoluzionari, necrofili e pannoloni.
È dunque dal 7 maggio, da Piazza della Repubblica che parte il nostro assalto al futuro. Perché – come ha ben ribadito ‘Nervo’ – «siamo noi il futuro!».
http://augustomovimento.blogspot.com/
|




